La coppa del Mondo delle insolvenze 2014: chi registrerà meno insolvenze?

03.07.2014
 

  • Insolvenze globali previste in calo (- 8% nel 2014) ma ancora sopra i livelli registrati prima della recessione. Disomogenea la ripresa economica, persistono i rischi di mancati pagamenti.

  • Italia: insolvenze aziendali in crescita nel 2014 per il settimo anno consecutivo (+ 3%con 14.500 casi). Gli effetti delle recenti misure del Governo Renzi si vedranno nel 2015 dove l’indicatore delle insolvenze dovrebbe invertire il trend (- 2%).

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ROMA, 25 GIUGNO 2014 – Secondo l’ultima previsione economica di Euler Hermes, le insolvenze globali diminuiranno dell’8% nel 2014, ma il loro livello resterà sopra ai livelli precrisi del 13%.


La situazione macroeconomica e finanziaria per il 2014-15 fa prevedere, per il quinto anno
consecutivo, un calo nel numero delle insolvenze in tutto il mondo. La crescita delle economie avanzate dovrebbe riprendere vigore (PIL +2% nel 2014), mentre le economie emergenti (PIL +4,3%) continueranno a dimostrare resilienza dopo la frenesia del Quantitative Easing (Alleggerimento Quantitativo).


In generale, il 2014 sembra promettere bene, ma questa buona notizia non vuol dire che tutte le imprese torneranno ai livelli di partenza,” ha affermato il Presidente del Management Board di Euler Hermes Wilfried Verstraete. “Anche se migliorano gli utili d’esercizio, per molte imprese le vendite restano piatte e la ragione risiede in una concorrenza più aspra ed un’incessante turbolenza. Inoltre, nonostante le minori insolvenze, resta molto concreto il rischio di mancati pagamenti in un mondo in rapida crescita.

La ricerca condotta da Euler Hermes su 42 paesi indica che il volume globale delle insolvenze dovrebbe tornare sui livelli pre-crisi non prima del 2015. Il previsto calo nel 2015 sarà infatti limitato (-3%), soprattutto in Europa.

 

 

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Chi registrerà meno insolvenze?

 
L’analisi di Euler Hermes per paese, settore e dimensione d’impresa sottolinea quanto la
ripresa del tessuto industriale avvenga in modo disomogeneo, mettendo in luce quattro grosse aree di rischio.
 

In alcuni paesi – Austria, Canada, Germania, Giappone ed altre nazioni del Sud-Est
Asiatico, Svizzera, Regno Unito e USA – le insolvenze sono già tornate su livelli bassi.

Potranno registrare una diminuzione più limitata nel 2015, o potenzialmente anche un aumento, a seconda di come varieranno le condizioni economiche. Oltre alla rapida evoluzione del contesto economico, anche l’eterogeneità dei profili di rischio potrebbe contribuire a raggiungere livelli di insolvenza superiori alle attese.
 
Nei paesi europei, i cui settori privati hanno sofferto più di tutti a causa delle misure di austerità (p.e. Portogallo e Spagna), si inizieranno a vedere marcati miglioramenti
dopo gli aggiustamenti degli ultimi anni. Il ritorno alla competitività insieme alla fiducia
degli investitori cominceranno a dare risultati, mentre i potenziali guadagni provenienti dal commercio europeo sia interno che esterno determineranno la forza del trend positivo.
 
Tuttavia, molti settori in queste economie devono far fronte alle insolvenze, tra cui le imprese indebolite dalla lunga depressione della domanda interna (Europa Meridionale) o da una maggiore sensibilità al ciclo economico (Europa Settentrionale).
 
I mercati emergenti come Brasile, Cina, Russia e Turchia, dovranno affrontare  instabilità e condizioni avverse, insieme ad una crescita rallentata dovuta alle
variazioni dei modelli di business. Questo aspetto continuerà ad impattare fortemente
sulla profittabilità e la solvibilità delle imprese, limitando lo sviluppo di solide filiere. A
fronte di un trend di accelerazione in termini di PIL nominale in queste economie,
aumenterà il numero di imprese che non ce la faranno.
 
In alcuni paesi dell’Europa Occidentale, come Belgio, Finlandia, Francia, Grecia, Italia
e Lussemburgo, il numero di fallimenti resterà alto. A causa dell’effetto domino, anche i
paesi dell’Europa Centrale e Orientale si troveranno di fronte alle stesse sfide e le
insolvenze nel 2014 diminuiranno solo del 2%. Per dare una spinta alla ripresa, sono
necessarie misure cicliche mirate ed efficaci, oltre alle programmate riforme strutturali.
 

Le Insolvenze aziendali in Italia

La ripresa economica va avanti lentamente, ma l’impatto positivo delle recenti misure
annunciate dal governo Renzi si vedrà solo a partire dalla fine dell’anno corrente. Di
conseguenza, le insolvenze aziendali, dopo essere aumentate del 12% nel 2013,
raggiungendo livelli record (14.086, più del doppio rispetto al 2007), si apprestano per il
settimo anno consecutivo a toccare un ulteriore picco a quota 14.500 (+3%) nel 2014.
 
Gli aumenti si riscontrano in tutti i settori industriali, nei servizi e nelle costruzioni. “La debolezza dell’ambiente economico e la costante stretta creditizia continuano a frenare le imprese italiane causando gravi ritardi nei pagamenti che finiscono per generare nuovi casi di insolvenza – ha dichiarato Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi
Mediterranei, Africa e Medio Oriente. Nel 2015, la spinta delle nuove riforme seguita da un
ambiente economico in graduale miglioramento dovrebbero consentire una decelerazione del fenomeno Insolvenze aziendali pari a – 2%”.