Le Previsioni Economiche di Euler Hermes per il 2016: i “Sette Nani della Crescita Globale” limitano l’incremento del PIL mondiale

27.01.2016
 

  • La crescita globale resterà sotto al +3%, senza una vera accelerazione: la previsione per il PIL è del 2,8% nel 2016 e del 3% nel 2017.
  • Sette fra i principali acceleratori dell’attività economica resteranno al palo o ridurranno le ricadute positive per le imprese. Eppure il commercio, che quest’anno dovrebbe salire dello +0,9% in termini di valore, e gli investimenti privati riprenderanno a crescere nelle economie avanzate.
  • I mercati emergenti, esposti ai tumulti economici della Cina, al rialzo dei tassi di interesse della Fed americana e al prezzo delle commodity, saranno i più vulnerabili.
  • Quest’anno le insolvenze fra le imprese cresceranno dell’+1% a livello mondiale, riportando il primo aumento dal 2009.

 

 

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ROMA, 27 GENNAIO 2016 – Il PIL globale crescerà di appena il 2,8% nel 2016 e non raggiungerà il 3% fino al 2017. Questo è quanto sostiene Euler Hermes, il leader mondiale delle assicurazioni crediti. Nell’ultimo rapporto sull’Outlook Economico intitolato The seven dwarfs of global growth” (I sette nani della crescita globale), l’ufficio Studi Economici ha esplorato e analizzato gli andamenti che caratterizzeranno gli scambi, i consumi, gli investimenti e gli altri motori di crescita del PIL nel 2016.

 

La buona notizia è che gli investimenti privati si sono finalmente risvegliati nelle economie avanzate e potrebbero dare sostegno alla crescita,” afferma il Capo Economista di Euler Hermes Ludovic Subran. “In Europa, la risalita dei fatturati, una migliore profittabilità delle imprese, la diminuzione del costo del capitale ed i fondi stanziati per le spese belliche potrebbero rivelare sorprese positive. Negli USA, il calo degli investimenti nel settore petrolifero e del gas difficilmente potrà essere bilanciato dai comparti non energetici. In ogni caso, dopo una diminuzione del -5% nel 2015, le insolvenze fra le imprese dovrebbero risalire dell’+1% a livello globale nel corso dell’anno, per la prima volta dal 2009.”

 

Il rapporto sottolinea la crescente disparità fra mercati emergenti ed economie avanzate. La limitata ripresa di quest’ultime (+2,1%) contrasta con la crescita dei mercati emergenti, che ha toccato il fondo con un +4% per i prossimi 12 mesi. La contrazione dei paesi colpiti da recessione come la Russia e il Brasile è destinata a continuare, anche se meno duramente. Altri mercati emergenti riporteranno ancora una crescita inferiore all’andamento tendenziale, soprattutto quelli esposti ai problemi della Cina, all’aumento dei tassi della Fed e ai prezzi delle materie prime.

 

Euler Hermes ha identificato sette fattori che nei prossimi mesi determineranno un miglioramento limitato e ancora irto di rischi per l’economica mondiale.


1. Pisolo – il commercio

Secondo Euler Hermes, nel 2016 il commercio mondiale crescerà dello +0,9% in termini di valore e del +3,7% in volumi, rispetto al +6% l’anno riportato fra il 2000 e il 2010. Dopo la prima contrazione di valore dal 2009 (gli scambi globali si sono ridotti del -9% nel 2015 a fronte del calo di prezzo delle materie prime e della tempesta valutaria), il commercio sta subendo importanti aggiustamenti strutturali:

(i) le catene di valore si stanno accorciando, in quanto la diffusione della tecnologia e la crescita dei salari erodono i vantaggi comparativi dei paesi manifatturieri asiatici e dell’Europa centrale;

(ii) il riequilibrio cinese dall’industria ai servizi riduce le opportunità di vendita per i fornitori di merci primarie e intermedie.

 

2. Brontolo – i mercati emergenti

l 2015 è stato un anno molto difficile per i mercati emergenti e nel 2016 alcuni paesi resteranno fortemente vulnerabili agli shock economici e alla volatilità del mercato. I cosiddetti BRuNTS (Brasile, Russia, Nigeria, Turchia e Sud Africa) si troveranno ancora di fronte un mare di sfide, come la contrazione delle condizioni finanziarie esterne, la svalutazione delle monete e la difficile strategia politica. Fra le cause, la persistenza di introiti bassi dovuti al prezzo delle materie prime, il rallentamento della Cina ed un minore sostegno da parte della politica monetaria americana. Questi paesi subiscono anche le pressioni al proprio interno, causate da inflazione, perdita di domanda interna e tensioni sociopolitiche.

 

3. Mammolo – i prezzi delle commodity

Il prezzo del petrolio resterà basso per un lungo periodo di tempo, favorendo sostanzialmente i paesi importatori netti di petrolio, ma continuando a sfavorire gli esportatori netti. Anche se il prezzo del Brent dovesse stabilizzarsi su valori minimi, il problema sarebbe la durata del controshock petrolifero, che metterebbe in discussione il modello di business di quei paesi le cui finanze pubbliche e strategie valutarie si basano pesantemente sulla quotazione del barile.

 

4. Eolo – i mercati finanziari

La volatilità dei mercati finanziari proseguirà anche nel 2016, in quanto i mercati delle commodity in difficoltà aumenteranno la pressione sulle valute degli esportatori di materie prime. In ogni caso, secondo Euler Hermes nel 2016 il prezzo delle commodity primarie come nickel, soia e zinco potrebbe stabilizzarsi. Al contrario, le previsioni sono peggiori per le commodity di produzione come carbone, rame, minerale di ferro o acciaio e i prezzi potrebbero scendere ancora del -10%. Le valute potrebbero subire una seconda tornata di svalutazioni (dal -5 al -10%) soprattutto in Brasile, Cina, Russia, Sud Africa e Turchia, solo per citarne alcune.

 

5. Gongolo – i consumi interni

Di fronte alle turbolenze mondiali e ai cambiamenti strutturali del commercio globale, molti paesi si stanno chiudendo su se stessi, adottando misure protezionistiche per stimolare i consumi domestici rispetto alle importazioni. Questo andamento è impressionante nei paesi emergenti come l’India, dove i consumi sono cresciuti del 13,2% dal 2013, mentre le importazioni sono salite appena del 2%. Nel frattempo, nei mercati sviluppati la spinta dovuta al calo dei prezzi petroliferi è destinata ad attenuarsi, in quanto l’inflazione sale lentamente più dei salari e il potere d’acquisto si riduce.

 

6. Dotto – la politica

Nonostante si stiano riducendo le riserve dei mercati emergenti, la liquidità globale resterà abbondante nel 2016, grazie agli acquisti di attività da parte della Banca Centrale del Giappone, la BCE e la PBOC. Intanto in alcune importanti economie, la politica fiscale sta cambiando da notevole vento contrario a moderato vento a favore. In Cina il forte aumento della spesa pubblica aiuta a mantenere la crescita sulla buona strada. In Europa l’austerità fiscale è finita, in quanto la maggior parte dei paesi ha annunciato per il 2016 misure riguardanti l’aliquota dell’imposta sulle società o pacchetti mirati di stimolo.

 

 

7. Cucciolo – decisioni e rischi politici

Il panorama politico globale del 2016 appare di nuovo estremamente incerto, trasferendo alle imprese la mancanza di visibilità sul futuro. Dal rischio di Brexit nel Regno Unito, alle decisioni sulle sanzioni nei confronti della Russia o dell’Iran, passando per il fitto calendario di elezioni in alcuni dei maggiori paesi, compresi gli USA, le incertezze non mancano di certo.

 

L’economia mondiale ha trascorso un anno turbolento nel 2015, quando è stato chiaro che il consumatore cinese non avrebbe salvato il mondo. Dalla reazione dei mercati di capitali nelle prime settimane di quest’anno è evidente che la fiducia resta fragile ed esposta ai cambiamenti politici così come alle informazioni che arrivano dalla seconda economia del mondo. Tuttavia, consideriamo alcuni aspetti positivi: l’Eurozona sta finalmente riprendendo la via della crescita ed alcune realtà propulsive come l’India, l’Indonesia e il Messico hanno dimostrato resilienza alle turbolenze del mondo emergente. Nel 2016 la differenziazione sarà più che mai protagonista,” ha concluso Subran.