Ricerca Euler Hermes – Format Research sugli strumenti di credit management per le imprese italiane

01.07.2013
  •  Il 61,4% delle imprese intervistate rinuncia a forniture per cause potenziali legate all’insolvenza dei clienti
  • L’80% delle imprese che esportano sui mercati extra UE impiega il 25% dei propri investimenti in strumenti di credit management
  • Il 52% ritiene che l’assicurazione del credito sia tra gli strumenti di credit management più efficaci
  • Il 41,4 % sceglie l’assicurazione del credito per il servizio di valutazione preventiva contro i mancati pagamenti
 

Euler Hermes Italia presenta i risultati di una ricerca sugli strumenti di credit management a disposizione delle imprese, condotta da Format Research.

 
Euler Hermes, primo Gruppo mondiale dell’assicurazione crediti, pubblica oggi i risultati di uno studio sui principali strumenti di credit management a disposizione delle imprese italiane, commissionato a Format Research, Istituto di Ricerca e analisi socioeconomiche.
La ricerca è stata condotta su un campione di 1.000 imprese, distribuite omogeneamente sul territorio nazionale, ed è basata sulla consultazione e l’analisi di fonti d’informazione primarie come: Banca d’Italia, Istat, Confcommercio imprese per l’Italia, Eurostat e Ania.
 
Nonostante l’Italia sia generalmente un Paese sotto assicurato rispetto alle realtà anglosassoni, francesi e tedesche - dichiara Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Africa e Medio Oriente, - stiamo riscontrando negli ultimi anni un forte interesse verso i nostri servizi, specialmente da aziende che non avevano mai utilizzato l’assicurazione del credito. Non è solo la crisi congiunturale ma bensì un vero e proprio cambio culturale che gli imprenditori stanno mostrando verso quegli strumenti che hanno come primario obiettivo la tutela del business”.  
 
 

Il contesto economico (*)

Lo scenario nazionale, caratterizzato da un significativo rallentamento economico  (PIL atteso nel 2013 a -1,8%), dalla crescita dei livelli di insolvenza (+ 7% nel 2013 con 13.300 casi) e da una difficoltà sempre più evidente nell’accesso al credito (poco meno del 28% le richieste di finanziamento delle PMI concordate dagli Istituti di credito nel 2013 - **) resterà tale fino alla fine dell’anno corrente per ritornare sui livelli positivi solo nel 2014 (PIL + 0,3%). In questo contesto le imprese maggiormente colpite dalle insolvenze e dai mancati pagamenti sono quelle del commercio (30%), dell’industria (22%) e delle costruzioni (16%). L’Export, nonostante la prima flessione mostrata nei dati di aprile, resta l’unico motore di crescita.
 

I risultati

 
Dalla ricerca è emerso che la corretta gestione dei crediti commerciali, che rappresentano oltre il 30% degli asset di un’impresa, è oggi un fattore determinante per lo sviluppo sano e sostenibile delle imprese nel medio lungo periodo. L’assicurazione crediti, può essere oggi considerata uno strumento di mitigazione del rischio valido per il 52% delle aziende intervistate che operano nei mercati domestici ed export ed anche un importante “credit enhancer”, ovvero uno strumento che agevoli l’accesso al credito alle imprese dotate di una polizza credito.
 
L’analisi evidenzia come il difficile scenario genera sfiducia alle imprese che rinunciano alle forniture per il rischio d’insolvenza. Basti pensare che mentre tra il 2009 e il 2010 il 52,5% delle imprese rilevate avevano respinto almeno una volta una richiesta di fornitura per non incorrere a dover gestire un’insolvenza, nel biennio 2010/2011 la percentuale è salita al 61,4%. Per far fronte a questa situazione, le imprese devono necessariamente dotarsi dei principali strumenti di gestione del credito disponibili sul mercato (informazioni commerciali, factoring, assicurazione del credito e recupero crediti). Tra gli strumenti più efficaci nella gestione del credito ci sono per il 64,3% degli intervistati, le informazioni commerciali e per il 52,4% l’assicurazione del credito che a sua volta è ritenuta la più efficace dalle grandi aziende (42,9%).
 
Gli strumenti di tutela dal rischio di insolvenza così come l’assicurazione del credito, diventano cruciali sui mercati export, soprattutto per i tool di analisi e monitoraggio del rischio economico e politico. Infatti, l’80% delle imprese italiane che effettuano transazioni commerciali nei Paesi extra UE, per operare in tali mercati impiega fino al 25% dei propri investimenti negli strumenti per la gestione del credito.
 
Entrando nel focus dedicato all’assicurazione del credito, si scopre che negli ultimi 5 anni l’incremento dell’utilizzo dello strumento ha coinvolto soprattutto le medie e grandi imprese del Nord-Est e del Nord-Ovest. La finalità di utilizzo dello strumento è legata alla copertura e indennizzo della perdita subita da rischio economico (76,1%) e anche dalla valutazione preventiva della solvibilità (41,4%) dei clienti. Scelgono poi come provider di soluzioni assicurative quello che le garantisce maggiore esperienza nel ramo (76%).
 
Le imprese italiane vedono schiudersi con la fine della prima metà dell’anno  – ha dichiarato Pierluigi Ascani, presidente dell’Istituto di ricerche Format Research  - un orizzonte che si profila ancora lungo ed incerto in termini di ripresa e di sviluppo. I dati raccolti sembrerebbero evidenziare come l’incertezza freni i programmi di investimento delle imprese, ma in molti casi non la loro capacità di reazione alla crisi. Le imprese più sensibili in questo senso incorporano, nei recenti comportamenti osservati, un passo nuovo in termini di efficienza nell’utilizzo dell’assicurazione del credito sempre più spesso inteso in termini di driver strategico di sviluppo, ovvero per l’ampliamento del business, e meno come strumento per la mitigazione del rischio del credito.”


(*) Fonte : Euler Hermes, Insolvency Outlook n.1194 – Economic Outlook previsioni
(**) Fonte : Format, Osservatorio congiunturale sulle imprese italiane